Salute: cancro ai polmoni

Nivolumab: un nuovo alleato nella lotta al cancro ai polmoni?

La scienza è da sempre molto attiva nella ricerca di nuove cure e nuovi sistemi per garantire la salute e il benessere dell’individuo. E ora una nuova speranza arriva per quanti vedono la propria salute e il proprio benessere minati da una delle forme di tumore più temute, ovvero quello ai polmoni.

Un nuovo trattamento apre prospettive incoraggianti

Stando ad uno studio scientifico che è ancora nella fase primaria, un nuovo trattamento immunoterapeutico, ovvero rientrante nella categoria di quelli che hanno come obiettivo quello di aiutare il sistema immunitario a mettere in campo una risposta contro il cancro, garantirebbe una sopravvivenza a cinque anni di distanza dalla diagnosi del tumore ai polmoni al 16% dei pazienti.

La sperimentazione, come detto, risulta ancora in una fase primaria, ma i risultati presentati al congresso annuale dell’Associazione americana per la ricerca sul cancro sono senza dubbio un motivo di speranza per il futuro e gli oncologi hanno parlato di tale risultato in termini assolutamente positivi.

Il tumore ai polmoni colpisce 41 mila italiani ogni anno

Per capire l’importanza di questa sperimentazione che potrebbe portare alla creazione di un nuovo trattamento assolutamente risolutivo per la salute e il benessere di quanti dovessero trovarsi a dover lottare contro un tumore ai polmoni, basta pensare ai numeri fatti registrare da questo male in Italia nel solo 2016: stando ai dati diffusi dagli esperti, l’anno scorso sono stati 40 mila le persone che in Italia si sono ammalate di cancro ai polmoni, mentre i decessi sono stati poco meno di 34 mila.

I numeri sono senza dubbio tremendi, ma come detto vi sembra essere una nuova speranza all’orizzonte, visto che con Nivolumab, questo il nome provvisorio del farmaco in fase di sperimentazione, la percentuale di pazienti che dopo cinque anni dalla diagnosi è ancora in vita, risulta pari al 16%. Se si pensa che solitamente dopo cinque anni la percentuale di chi è ancora vivo è pari al 5%, si capisce l’importanza relativa al fatto che tale sperimentazione vada avanti.

Se le fasi successive della sperimentazione dovessero dare esiti altrettanto positivi, si sarebbe senza dubbio davanti ad un farmaco che darebbe nuove prospettive per la salute e il benessere di chi si deve confrontare con un tumore ai polmoni.

Cosa potrebbe cambiare con la nuova cura?

L’importanza di questa nuova cura per quanto riguarda la salute dei pazienti lo si capisce anche dal fatto che fino ad oggi e allo stato attuale delle cose l’unica strada percorribile per combattere il tumore ai polmoni risulta essere quella della chemioterapia.

Questa strada però, stando a quanto affermano anche gli oncologi italiani, risulta essere poco risolutiva e altamente tossica. E sia gli oncologi italiani che quelli americani, sono in fibrillazione, perchè questo farmaco che è nella prima fase di sperimentazione, potrebbe davvero essere il primo reale passo avanti da vent’anni a questa parte nella lotta per tutelare la salute e il benessere di quanti si ritrovano a dover convivere e lottare contro un tumore ai polmoni.

A breve partirà la seconda fase di sperimentazione e il mondo della scienza, insieme a tutti coloro che sperano sempre in nuove cure per salvaguardare salute e benessere personale e dei propri cari, saranno ovviamente molto attenti ai risultati.